L’Integrated Facility Management è un approccio strategico che centralizza la gestione di tutti i servizi non-core aziendali sotto un unico coordinamento. Più che una semplice esternalizzazione, si tratta di una vera e propria evoluzione del facility management tradizionale: non solo fornitura operativa di servizi, ma anche governance, consulenza, analisi dei dati e supporto alle decisioni.
Questo modello consente di integrare la gestione fisica degli spazi, la manutenzione impiantistica e gli aspetti logistici con i servizi alla persona, agli asset e all’ambiente, grazie al coinvolgimento di un unico partner. L’obiettivo non è solo contenere i costi, ma garantire una maggiore continuità operativa, più sicurezza, un miglior benessere per i lavoratori e un concreto supporto agli obiettivi aziendali.
La struttura dell’Integrated Facility Management si fonda sulla distinzione tra:
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Tipo di servizio |
Esempi operativi |
Obiettivo |
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Hard Services |
Manutenzione impianti (elettrici, termici, antincendio, ascensori, TVCC), Energy Management, gestione tecnica dell’edificio |
Garantire l’integrità e la funzionalità delle infrastrutture |
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Soft Services |
Pulizie, sanificazione, reception, logistica interna, gestione archivi, aree verdi, fleet management |
Migliorare comfort, efficienza operativa e benessere dei lavoratori |
L’approccio integrato si sta affermando come best practice in molte organizzazioni complesse – soprattutto quelle distribuite su più sedi – perché consente di armonizzare la governance, semplificare le comunicazioni e aumentare la trasparenza.
Con un unico interlocutore per la gestione operativa, l’azienda:
Inoltre, l’integrazione consente una visione unitaria degli interventi e una programmazione a lungo termine coerente con le strategie aziendali, anche in ambiti critici come il consumo energetico, la sicurezza e la compliance normativa.
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L’Integrated Facility Management è particolarmente indicato in scenari di:
Le imprese oggi hanno bisogno di agilità, resilienza e capacità di adattamento. L’Integrated Facility Management offre proprio questo: non solo un contenimento dei costi, ma una leva strategica per guidare il cambiamento.
In un mercato dove le risorse sono limitate, i margini sotto pressione e le aspettative degli stakeholder in crescita, la capacità di fare efficienza mantenendo elevati standard qualitativi può fare la differenza.
Non sorprende quindi che l’IFM sia oggi la scelta di riferimento per aziende che operano in settori regolamentati, tecnologici, industriali, retail e logistica, ma anche per enti pubblici e organizzazioni complesse.
Che differenza c’è tra Facility Management e Integrated Facility Management?
Il primo si riferisce all’erogazione di singoli servizi (manutenzione, pulizie, ecc.), anche affidati a più fornitori. Il secondo integra tutti questi servizi in un’unica regia strategica, affidata a un partner che gestisce governance, operations e analisi.
L’IFM è adatto anche a PMI o solo a grandi aziende?
L’IFM è scalabile: può essere implementato anche in realtà medie, soprattutto in presenza di più sedi, strategie ESG o obiettivi di razionalizzazione gestionale.
Come si misura l’efficacia di un modello IFM?
Attraverso KPI specifici: tempi di intervento, risparmio energetico, riduzione dei costi operativi, soddisfazione dei lavoratori, performance ambientali.
Che ruolo ha la digitalizzazione nell’IFM?
Un ruolo centrale: le piattaforme digitali abilitano la manutenzione predittiva, il monitoraggio in tempo reale, la reportistica automatizzata e una gestione proattiva delle risorse.
Quali vantaggi ha sul lungo periodo?
Oltre alla riduzione dei costi, l’IFM migliora la governance, l’accesso a competenze evolute, la conformità normativa e la capacità di rispondere con flessibilità ai cambiamenti del contesto.