- L’igiene ambientale riguarda l’insieme di pratiche e processi che tutelano la salute delle persone negli ambienti di lavoro e di vita.
- Non si limita alla pulizia, ma include detersione, disinfezione, sanificazione e gestione continuativa degli spazi.
- È sempre più legato a temi di sostenibilità, sistemi di gestione ambientale e standard riconosciuti come ISO 14001.
- Un approccio “green” efficace richiede organizzazione, competenze, controllo dei processi e coinvolgimento delle persone.
- Oggi l’igiene ambientale è una leva strategica per ridurre i rischi, migliorare il benessere e rafforzare la credibilità dell’azienda.
Oggi è piuttosto diffusa, quando si parla di igiene ambientale, la tendenza di molte aziende a dedicare uno spazio sempre maggiore alla cultura green. Il processo di “greening”, tuttavia, serve veramente alle aziende, oppure è soltanto un bell’orpello di cui fregiarsi?
Cos'è l'igiene ambientale
L’igiene ambientale è, in generale, la disciplina che analizza le modalità in cui i processi fisici, chimici e biologici impattino sulla vita umana: al suo interno sono comprese la valutazione e il controllo dei fattori ambientali che possono potenzialmente influenzare la salute, allo scopo di prevenire le malattie e contribuire alla creazione di ambienti favorevoli al benessere fisico dell’uomo. Il suo obiettivo principale è quindi la tutela della salute negli ambienti di vita, con attenzione ai vari contesti lavorativi e non lavorativi.
Quali sono i livelli di igiene ambientale
Secondo l’Istituto Superiore di Sanità, si distinguono 4 livelli di azione sull’igiene ambientale.
- Pulizia. Questo è il processo con cui un deposito indesiderato viene staccato da un substrato o dall’interno di un sostrato e portato in soluzione o dispersione. Viene portata a termine con prodotti detergenti/igienizzanti per ambiente che rimuovono lo sporco mediante azione meccanica o fisica.
- Sanificazione. Viene definita come l’insieme di procedimenti e operazioni che rendono sani gli ambienti attraverso l’attività di pulizia e/o di disinfezione e/o di disinfestazione oppure mediante il controllo e il miglioramento delle condizioni del microclima, per quanto riguarda la temperatura, l’umidità e la ventilazione così come l’illuminazione e il rumore.
- Disinfezione. È l’insieme dei procedimenti e operazioni che abbattono la carica microbica di un ambiente, superficie o strumento. La disinfezione viene portata a termine con prodotti disinfettanti efficaci - come dichiarato in etichetta - nei confronti dei diversi microrganismi, come i virus.
- Detersione. Comprende la rimozione dello sporco e dei microrganismi lì presenti, con conseguente riduzione della carica microbica o bioburden: si basa sulla combinazione di più fattori, ovvero azione meccanica (sfregamento), azione chimica (detergente), temperatura e durata dell’intervento.
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Che differenza c’è tra igiene ambientale, sanificazione e disinfezione?
Nel linguaggio comune questi termini vengono spesso utilizzati come sinonimi, ma in ambito professionale indicano attività diverse, con obiettivi e livelli di intervento distinti. Chiarire questa differenza è fondamentale per comprendere come costruire una gestione efficace e consapevole degli ambienti di lavoro.
L’igiene ambientale rappresenta il quadro complessivo: è l’insieme delle pratiche, delle procedure e delle strategie volte a garantire ambienti salubri nel tempo, riducendo i rischi per la salute delle persone e prevenendo il degrado degli spazi. Un esempio concreto è l’organizzazione continuativa delle attività di pulizia in un ufficio o in uno stabilimento produttivo, che tiene conto dei flussi di persone, delle aree a maggiore utilizzo e delle caratteristiche dei materiali, integrando formazione del personale e monitoraggio dei risultati.
La sanificazione è invece un’azione più circoscritta, che combina pulizia, disinfezione e, quando necessario, interventi sul microclima e sulle condizioni ambientali. Pensiamo, ad esempio, alla sanificazione periodica di spogliatoi, mense o sale riunioni: un intervento programmato che non si limita a rimuovere lo sporco visibile, ma riporta gli ambienti a condizioni igieniche ottimali, verificabili e conformi agli standard previsti.
La disinfezione, infine, è un intervento mirato che agisce direttamente sulla carica microbica presente su superfici, strumenti o ambienti. È il caso della disinfezione di postazioni di lavoro condivise, maniglie, attrezzature o dispositivi utilizzati da più persone, effettuata con prodotti specifici per ridurre la presenza di microrganismi potenzialmente patogeni. Si tratta di un’azione necessaria, ma che da sola non è sufficiente a garantire una corretta igiene ambientale se non inserita in un sistema strutturato di gestione.
A cosa serve l'igiene ambientale
L’aspetto ambientale assume una certa rilevanza per le aziende che ne posseggono realmente le credenziali, dalle abitudini alle certificazioni. E apparire sul mercato con determinate caratteristiche può influenzare la scelta dei clienti: un concetto che vale nel B2B così come nel B2C.
Andare oltre la conformità di legge, producendo considerevoli sforzi per perseguire il mercato “green”, sembra essere dunque un valore aggiunto, per il quale si arriva a investire risorse importanti: si avviano così vere e proprie campagne di marketing e di comunicazione e si investono cifre anche considerevoli per certificare i propri sistemi di gestione dell’igiene ambientale.
Il concetto di sostenibilità aziendale per questa ragione cresce di pari passo con la crescita e il successo di un’impresa e non soltanto per riscontri giuridici, etici o morali. Oggi sono proprio le aziende a dimostrare la consapevolezza che esiste un legame crescente tra le green practices e il successo: si tratta, in tutto e per tutto, di un vero e proprio modello di business.
Che cos’è il greening aziendale e come coinvolge l’igiene ambientale
Il “greening” aziendale è un processo che non riguarda soltanto l’igiene ambientale e chi si occupa di igienizzazioni e pulizie, per quanto sia un argomento incluso al suo interno, ma interessa una più ampia gamma di contenuti legati ad un sistema di gestione ambientale che si definisce Environmental Management System (EMS).
EMS e igiene ambientale
L’EMS è lo strumento con cui le imprese si fanno carico del modo in cui la propria organizzazione interna legata al “green” agisce sul contesto esterno: in sostanza la somma di processi, strumenti, buone prassi, ma anche programmi, sforzi e politiche che vengono applicati. Sono certamente diversi da azienda ad azienda e possono essere sia formali sia informali, ma anche più o meno accreditati e più o meno assoggettati a standard specifici, definiti all’interno e all’esterno dell’azienda. Affinché un’azienda possa fregiarsi di essere realmente green, deve - in qualche forma - aver adottato un EMS al suo interno.
Nel corso dell’ultimo decennio la società ha prodotto una forte domanda green, in virtù dell’altrettanto forte risonanza che ha acquisito la tematica, sia essa legata a prodotti oppure a servizi ecocompatibili, sostenibili, più salutari, che rispettino l’ambiente, e che nulla cedano in termini di contropartita prezzo-qualità. E così i clienti hanno per varie ragioni iniziato, nel tempo, sempre più a interessarsi alle politiche green, riconoscendo quindi ad esse l’importanza che possiede.
Quando si parla di Environmental Management System, il riferimento più riconosciuto a livello internazionale è l’ISO 14001: uno standard che offre un modello di gestione per identificare impatti ambientali, definire obiettivi, monitorare risultati e migliorare nel tempo le performance. In questo quadro, l’igiene ambientale non è solo un insieme di interventi, ma un processo controllato: procedure, tracciabilità dei prodotti, audit interni e indicatori di qualità diventano parte della governance. ISO+1
La spinta, negli ultimi anni, arriva anche dalla crescente attenzione a metriche e rendicontazione ESG: a livello europeo, la Corporate Sustainability Reporting Directive (CSRD) ha avviato un percorso che porta molte aziende a strutturare dati, processi e controlli, con prime applicazioni sulle informazioni dell’esercizio 2024 (report pubblicati nel 2025).
Chi è responsabile dell’igiene ambientale in azienda
La responsabilità dell’igiene ambientale in azienda non ricade mai su un’unica figura, ma è il risultato di un sistema organizzativo che coinvolge più livelli. Dal punto di vista formale, il datore di lavoro ha l’obbligo di garantire ambienti salubri e sicuri, nel rispetto delle normative vigenti in materia di salute, sicurezza e tutela ambientale. A supporto di questa responsabilità generale operano figure specifiche, come il responsabile del servizio di prevenzione e protezione (RSPP), i responsabili qualità e ambiente o, nelle organizzazioni più strutturate, chi presidia i sistemi di gestione ambientale certificati.
Accanto a questi ruoli, però, l’igiene ambientale è anche una responsabilità operativa condivisa. La corretta applicazione delle procedure di pulizia e igienizzazione, l’uso consapevole degli spazi e il rispetto delle buone pratiche quotidiane dipendono dal comportamento di tutte le persone che lavorano in azienda. Per questo motivo, le imprese che affrontano il tema in modo maturo investono non solo in fornitori qualificati, ma anche in formazione, comunicazione interna e chiarezza dei ruoli, trasformando l’igiene ambientale da semplice adempimento a parte integrante della cultura organizzativa.
I rischi dell'igiene ambientale
I vantaggi nell’essere un’azienda green non eliminano tuttavia qualche rischio. Come avviene nella trasformazione digitale, anche la trasformazione green nasconde qualche insidia, ad esempio celata nel fatto che tutte le parti dell’azienda siano in grado accettare al meglio le nuove prassi.
Se da un lato il cambiamento green crea una certa motivazione, dall’altra può anche generare una certa frustrazione nei confronti di nuove azioni o di nuove metodologie di lavoro: un cambio di gestione nella cura dell’igiene aziendale ne è un esempio.
Le nuove priorità dell’igiene ambientale
Negli ultimi anni, l’igiene ambientale si è allargata oltre la logica “visibile” dello sporco. Da un lato cresce l’attenzione per la qualità dell’aria indoor, perché ventilazione, particolato e inquinanti influenzano comfort e salute in modo non immediatamente percepibile: le linee guida OMS sull’aria e gli strumenti di monitoraggio stanno spingendo aziende e facility manager a misurare di più e improvvisare di meno.
Dall’altro emergono contaminanti meno intuitivi, come le microplastiche negli ambienti chiusi: studi recenti analizzano la loro presenza nella polvere indoor e le possibili implicazioni di esposizione umana, indicando un tema destinato a entrare sempre più spesso nelle valutazioni di rischio e nelle scelte di materiali e procedure.
Infine, l’esperienza maturata durante l’emergenza Covid ha lasciato un’eredità metodologica: l’efficacia degli interventi dipende dalla sequenza corretta (prima pulizia/detersione, poi eventuale disinfezione) e dall’uso di prodotti appropriati e autorizzati, come richiamato anche da documenti istituzionali.
Come scegliere un buon fornitore di igiene ambientale
La scelta di un fornitore di igiene ambientale non può basarsi esclusivamente su una valutazione economica o sulla disponibilità a intervenire rapidamente. In gioco c’è la capacità di garantire nel tempo ambienti salubri, sicuri e coerenti con le attività svolte dall’azienda. Per questo, un fornitore affidabile è prima di tutto quello che analizza il contesto operativo, osserva gli spazi, comprende i flussi di persone e adatta gli interventi alle reali esigenze dell’organizzazione.
Un altro elemento centrale riguarda la preparazione del personale. L’igiene ambientale richiede competenze specifiche, conoscenza dei materiali, corretto utilizzo dei prodotti e rispetto di protocolli ben definiti. La presenza di certificazioni e di sistemi di gestione strutturati rappresenta un segnale concreto di attenzione alla qualità e al controllo dei processi, non un semplice elemento formale.
Infine, conta la capacità di instaurare un rapporto di lavoro continuativo e trasparente. Un buon fornitore è in grado di documentare le attività svolte, motivare le scelte operative e garantire la tracciabilità dei prodotti impiegati. Perché l’igiene ambientale non è un intervento occasionale, ma un’attività che accompagna la vita quotidiana dell’azienda e ne sostiene, nel tempo, il funzionamento e l’immagine.
Dipendenti e igiene ambientale
Nel processo di greening, la mancata gestione dei processi interni all’azienda può così creare dei conflitti. La chiave per ridurli al minimo e coinvolgere i dipendenti è quella di fornire informazioni accurate sulla mansione da svolgere, offrendo loro anche la possibilità di guidare il cambiamento. Così il personale può percepire una maggiore partecipazione. Come spiega Gil Friend nel suo libro “The Truth about green business”, Paperback 2009: “Una transizione green vera e propria significa trovare un modello mentale condiviso”.
Gestire il greening non significa dunque avere a che fare con un processo lineare e unidimensionale, ma piuttosto irregolare, che richiede il coinvolgimento, e una certa propensione, anche del management, di cambiare l’approccio strategico interno all’azienda.
Perché scegliere il servizio di igiene ambientale di Nazca
Nel contesto appena descritto operano moltissime imprese che fanno dell’igiene ambientale un vero e proprio modello di business. Per queste imprese, raggiungere e mantenere un’offerta di alto livello legata ad elevati standard di pulizia e igienizzazione è molto più di una mission interna: diventa l’obiettivo a cui tendere.
Dalle pulizie quotidiane e periodiche per mantenere l’ordine e l’igiene di base, sino alle pulizie d’emergenza e alle pulizie straordinarie per interventi accurati e specifici, Nazca offre un ampio e variegato ventaglio di servizi di igiene ambientale. Forte, in particolare, della certificazione ISO 14001 (sistema di gestione ambientale), Nazca garantisce l’utilizzo di prodotti e strumenti che rispettino le persone e l’ambiente, adottando protocolli operativi che seguano gli standard e formando continuamente il proprio personale. Questo consente di garantire elevati livelli di pulizia che vanno a impattare sulla salute del cliente, nonché sul mantenimento funzionale dei suoi locali, contribuendo a prevenire il loro deterioramento.
L’obiettivo di una gestione ambientale green ottimale è fare in modo di rispettare tutti gli standard e le normative sanitarie, ambientali e civili. E per farlo al meglio, Nazca si è specializzata in un’offerta creata a misura per ogni singolo cliente, personalizzata. Un’offerta integrata e completa che garantisce l’igiene ambientale e opera sulla base di certificazioni e documentazioni chiare e verificabili, in modo che i prodotti utilizzati siano sempre riconducibili a un’alta qualità.
FAQ
Che cos’è l’igiene ambientale?
L’igiene ambientale è l’insieme di pratiche e processi finalizzati a garantire ambienti salubri, sicuri e compatibili con la salute delle persone. Comprende attività di pulizia, detersione, disinfezione e sanificazione, ma anche aspetti organizzativi, gestionali e culturali che permettono di mantenere nel tempo condizioni adeguate negli spazi di lavoro e di vita.
Qual è la differenza tra pulizia, sanificazione e disinfezione?
La pulizia e la detersione mirano alla rimozione dello sporco e dei residui dalle superfici. La disinfezione è un intervento mirato che riduce la carica microbica tramite prodotti specifici. La sanificazione integra queste attività e può includere anche il controllo del microclima e delle condizioni ambientali, con l’obiettivo di riportare gli spazi a livelli igienici ottimali e verificabili.
Chi è responsabile dell’igiene ambientale in azienda?
La responsabilità è condivisa. Formalmente ricade sul datore di lavoro, ma coinvolge anche figure come RSPP, responsabili qualità e ambiente e, più in generale, tutte le persone che operano negli spazi aziendali. L’efficacia dell’igiene ambientale dipende dalla chiarezza dei ruoli, dalla formazione e dall’adozione di procedure coerenti.
Perché l’igiene ambientale è legata alla sostenibilità e ai temi ESG?
Una corretta gestione dell’igiene ambientale riduce l’impatto sull’ambiente, tutela la salute e migliora la qualità dei processi. Per questo è sempre più connessa ai sistemi di gestione ambientale, agli standard come ISO 14001 e alle pratiche di rendicontazione ESG, che richiedono dati, controlli e miglioramento continuo.
Quali sono oggi i principali rischi emergenti legati all’igiene ambientale?
Oltre ai rischi tradizionali, cresce l’attenzione verso fattori meno visibili come la qualità dell’aria indoor, la presenza di microinquinanti e microplastiche negli ambienti chiusi e la gestione corretta di agenti patogeni emergenti. Questi aspetti richiedono approcci più strutturati e basati su monitoraggio e prevenzione.
Come scegliere un fornitore di igiene ambientale affidabile?
Un buon fornitore non offre soluzioni standard, ma analizza il contesto operativo dell’azienda, utilizza personale formato, applica protocolli verificabili e lavora in modo trasparente e continuativo. Le certificazioni e i sistemi di gestione ambientale sono indicatori concreti di affidabilità.
