Categorie: Manutenzione Impianti

Mantenere inalterata l’efficienza di un processo lavorativo, conservandone la produttività, è il desiderio più grande di ogni Facility Manager. Un sogno che si scontra, però, troppo spesso con la realtà quotidiana in cui le macchine o gli impianti si guastano, l’ambiente di lavoro ne risente, i processi produttivi in alcuni casi si interrompono. Di conseguenza, tutto quello che dovrebbe avvenire nelle fasi successive risulta nella migliore delle ipotesi ritardato, nella peggiore compromesso.

La manutenzione, ordinaria e straordinaria, riveste un ruolo cruciale. Proprio per questo, è importante potersi avvalere di strumenti in grado di garantirne la corretta esecuzione in modalità preventiva e predittiva: soluzioni tecnologiche capaci di diagnosticare eventuali criticità di servizio per effettuare un preciso screening e censimento degli impianti, da quello idrico a quello elettrico a quello termico, dai dispositivi antincendio a quelli di rilevazione del fumo.

Adottare tecnologie innovative per una manutenzione efficace consente di:

  • ottenere un quadro ben definito della condizione impiantistica e documentale;
  • individuare un piano di manutenzione che assicuri il corretto ed efficiente funzionamento degli impianti (commissioning, revamping, saving);
  • progettare ed eseguire opere di riqualificazione e di adeguamento normativo.

Mantenere gli impianti in funzione, prevenendo interruzioni e allungandone la vita, riduce i costi operativi. Un risparmio notevole per l’azienda, che risulta ancora più significativo grazie agli incentivi previsti dal Piano Nazionale di Transizione 4.0 e il cosiddetto credito d’imposta 4.0.

Ma vediamo nel dettaglio in cosa consiste e a chi è destinato.

 

Il credito d’imposta 4.0 2021

Il nuovo Piano Nazionale Transizione 4.0 è il primo mattone su cui si fonda il Recovery Fund italiano. L’investimento consiste in circa 24 miliardi di euro e i nuovi crediti d’imposta sono previsti per 2 anni, con decorrenza anticipata al 16 novembre 2020. Per i contratti di acquisto dei beni strumentali definiti entro il 31 dicembre 2022, è stata confermata la possibilità di beneficiare del credito con il solo versamento di un acconto: la somma dovrà essere pari ad almeno il 20% dell’importo, con consegna dei beni nei 6 mesi successivi (quindi entro giugno 2023).

Ma tra questi incentivi, quali hanno a che fare in modo specifico con la manutenzione?

 

Gli incentivi per la manutenzione degli impianti

Il piano prevede una parte relativa ai beni strumentali materiali tecnologicamente avanzati e una parte relativa ai beni strumentali immateriali tecnologicamente avanzati funzionali ai processi di trasformazione 4.0.

Del primo gruppo fanno parte le macchine dotate di sistemi di telemanutenzione e/o telediagnosi e/o controllo in remoto, insieme alle interfacce uomo-macchina intelligenti che supportano l’operatore nelle operazioni di lavorazione, manutenzione e logistica.

Al secondo gruppo appartengono, invece, software e tecnologie per la gestione e il coordinamento della produzione. Parliamo di soluzioni che presentano elevate caratteristiche di integrazione delle attività di servizio (come logistica di fabbrica e manutenzione) e di software, sistemi, piattaforme e applicazioni da utilizzare lungo le linee produttive di robot, collaborativi e non. In questo insieme, rientrano anche le macchine intelligenti per la sicurezza e la salute dei lavoratori, la qualità dei prodotti finali e la manutenzione predittiva.

 

Manutenzione degli impianti industriali, le aliquote del credito d’imposta 4.0

Per i beni strumentali materiali tecnologicamente avanzati, nel 2021 il credito d’imposta viene riconosciuto solo se sono presenti le seguenti condizioni:

  • 50% del costo per la quota di investimenti fino a 2,5 milioni di euro;
  • 30% del costo per la quota di investimenti oltre i 2,5 milioni di euro e fino al limite di costi complessivamente ammissibili pari a 10 milioni di euro;
  • 10% del costo per la quota di investimenti tra i 10 milioni di euro e fino al limite di costi complessivamente ammissibili pari a 20 milioni di euro.

Nel 2022, invece, le condizioni cambieranno e il credito verrà erogato solo in presenza del:

  • 40% del costo per la quota di investimenti fino a 2,5 milioni di euro;
  • 20% del costo per la quota di investimenti oltre i 2,5 milioni di euro e fino al limite di costi complessivamente ammissibili pari a 10 milioni di euro;
  • 10% del costo per la quota di investimenti tra i 10 milioni di euro e fino al limite di costi complessivamente ammissibili pari a 20 milioni di euro.

Per i beni strumentali immateriali tecnologicamente avanzati funzionali ai processi di trasformazione 4.0 il credito consiste, invece, nel 20% del costo. Il limite massimo dei costi ammissibili è, in questo caso, pari a 1 milione di euro.

Si considerano agevolabili, infine, anche le spese per servizi sostenute mediante soluzioni di cloud computing per la relativa quota di competenza.

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